sabato
Il sottopassaggio a Lucinico dove il tenenete Aurelio Baruzzi, della Brigata Pavia, con un manipolo di uomini catturò 300 austriaci durante l'avanzata verso Gorizia nell'agosto del 1916.
venerdì
Asiago: Paù, Zovetto e Cengio
La stazione di Campiello, sulla linea ferroviaria tra Piovene Rocchette ed Asiago. Di questo luogo ne parla Carlo Emilio Gadda nel suo 'Giornale di Guerra e prigionia', Garzanti 2002 a pagina 158. Gadda, mitragliere del 41^ Reggimento della 'Brigata Modena', raggiunse la stazione di Campiello nell' agosto del 1916 , provenendo dalla Val d'Assa.
La Val d'Astico vista dal Monte Paù, con il Monte Cengio sulla destra. Questa era la vista dalla trincea in cui erava apposta nel giugno del 1916 il II battaglione del mio reggimento.
Malga Carriola, sede del comando della Brigata Liguria dopo la perdita del Cengio. Da qui il generale Papa impartì gli ordini per la difesa dello Zovetto il 15 e 16 giugno del 1916.
Questa è Malga Paù, la sede del comando della mia Brigata durante la battaglia di arresto degli austriaci nel giugno del 1916.
Le pendici del Monte Zovetto dalla Val Cagnaglia. Oltre che da Cesuna, anche da qui partirono gli austriaci per attaccare la cima tenuta dalla Brigata Liguria nel giugno 1916.
Passi sulla neve in Val Magnaboschi. In questa area passava la linea italiana e in corrispondenza di questo punto era posizionata la postazione di mitragliatrice di Carlo Emilio Gadda, come narrato a pagina 117 del 'Giornale di Guerra e Prigionia'. CEG trascorse in questa postazione il periodo tra il 22 giugno del 1916 fino ai primi di luglio.
Monte Pannoccio, dove sono stato impegnato in alcuni duri scontri nel giugno del 1916
dopo l'occupazione di Monte Cengio da parte degli Austriaci.
dopo l'occupazione di Monte Cengio da parte degli Austriaci.
martedì
lunedì
I roccioni di Castlegomberto sotto i quali arrivarono i fanti della 'Sassari' il 7 giugno del 1916. Qui irruppero gli austriaci il giorno dopo costringendo la prima linea italiana sulla linea arretrata sul Fior. La perdita del Castelgomberto è raccontata da Emilio Lussu a pagina 44 di 'Un anno sull'altopiano'

Una strada militare tra Malga Lora e la piana di Marcesina.
Gira e rigira per queste strade, alla fine la mia pronipote e suo marito si sono giocati la coppa dell'olio della loro automobile..
Gira e rigira per queste strade, alla fine la mia pronipote e suo marito si sono giocati la coppa dell'olio della loro automobile..

Nella nebbia, la selletta 'Stringa' sul Castelgomberto. La sella è dedicata al tenente colonnelo degli Alpini Stringa, che Lussu incontra a Malga Lora. L'incontro è descritto nel cap. IV, p.33 di 'Un anno sull' Altopiano', Einaudi - Torino.
Nello stesso capitolo viene descritto l'ordine di occupare la sella seguito dal contrordine di ritiro verso la linea Fior-Spill.
Nello stesso capitolo viene descritto l'ordine di occupare la sella seguito dal contrordine di ritiro verso la linea Fior-Spill.

domenica
Una postazione austriaca su Monte Zebio. Al centro della foto si nota una ampio spiazzo allo scoperto.
Su questo sbalzo si gettarono i fanti del I battaglione del 145° Reggimento, Brigata 'Catania' il 10 giugno 1917. L'attacco partì alle 15.20 e raggiunse la trincea austriaca, che si vede in primo piano, ma i soldati italiani furono respinti.
Una seconda ondata è stata lanciata quassù alle 16.30, ma senza successo. In questo terreno scoperto, in quel pomeriggio si sono registrati 89 morti, 944 feriti e 175 dispersi.
L'attacco su questo punto fu ritentato il successivo 18 giugno: due ondate della 'Catania' trovarono un varco nei reticolati, ma raggiunte le postazioni austriache vennero uccisi o fatti prigionieri.
Su questo tratto di fronte, che ricomprende anche quello su cui attaccò la brigata 'Veneto', il 18 giugno si registrano 347 morti, 1178 feriti e 127 dispersi. Come si vede, è andata molto peggio rispetto il 10, ma il risultato è lo stesso....
Su questo sbalzo si gettarono i fanti del I battaglione del 145° Reggimento, Brigata 'Catania' il 10 giugno 1917. L'attacco partì alle 15.20 e raggiunse la trincea austriaca, che si vede in primo piano, ma i soldati italiani furono respinti.
Una seconda ondata è stata lanciata quassù alle 16.30, ma senza successo. In questo terreno scoperto, in quel pomeriggio si sono registrati 89 morti, 944 feriti e 175 dispersi.
L'attacco su questo punto fu ritentato il successivo 18 giugno: due ondate della 'Catania' trovarono un varco nei reticolati, ma raggiunte le postazioni austriache vennero uccisi o fatti prigionieri.
Su questo tratto di fronte, che ricomprende anche quello su cui attaccò la brigata 'Veneto', il 18 giugno si registrano 347 morti, 1178 feriti e 127 dispersi. Come si vede, è andata molto peggio rispetto il 10, ma il risultato è lo stesso....

Il 10 giugno 1917 tre compagnie del 151° e una del 152° arrivano su questa linea, costituendo l'unico successo della giornata su tutto il fronte dell'altopiano. La 'Sassari' ebbe molte perdite e fu costretta a ripiegare. L'attacco è raccontato da Lussu nel XXVIII capitolo di 'Un anno sull'Altopiano'.

La lapide, sotto la cima di Monte Zebio, sul luogo dove ebbe il battesimo del fuoco il 10 giugno del 1917 Don Giovanni Minzoni. Don Minzoni era il cappellano militare del 255° Reggimento, della brigata 'Veneto'. In questo punto furono ricacciati indietro durante gli scontri del 10 e 18 giugno del 1917. Don Minzoni fu poi ucciso dai fascisti nel 1923.
